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Ansia e Coronavirus

By 2nd Aprile, 2020 Salute No Comments

Ansia generalizzata ai tempi del coronavirus

La paura è un’emozione che si attiva al fine di proteggerci dai pericoli e attivare quindi un comportamento di salvaguardia della persona.

Dal punto di vista filogenetico ha permesso alla nostra specie di attivare comportamenti, pensieri ed azioni che facilitassero la sopravvivenza della nostra specie.
La paura, quindi, facilita l’attivazione di tutti quei comportamenti che in questo periodo di emergenza possono proteggere noi stessi, i nostri familiari e la comunità intera.

Tali comportamenti, proprio perché viviamo in una comunità, sono stati codificati da esperti e diffusi dai media e dal sito del governo e dalla protezione civile.

Attenersi ai comportamenti indicati e avvertire una preoccupazione per le notizie riportate dal governo è quindi uan reazione del tutto normale. 

Diversa invece è la situazione di ansia generalizzata, di panico e di angoscia determinata dalla cronicizzazione della paura che determina un’attivazione fisiologica, emotiva e cognitiva che anziché salvaguardarci crea malessere e ci mette in una posizione di maggiore rischio e vulnerabilità.

Cosa fare quindi con l’ansia da Covid-19?

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La psicologia del Se ci viene in aiuto, attraverso l’attivazione di comportamenti e strategie che possano abbassare il livello di ansia generalizzata agendo sui quattro piani del Se.

Piccole strategie che possiamo attivare a casa individualmente. E’ ovvio che se tali strategie non dovessero aiutare sarebbe necessario chiedere aiuto attraverso i Servizi on line che sono stati attivati da psicologi e psicoterapeuti.

Strategie per abbassare l’ansia da Coronavirus

L’ansia si manifesta attraverso un’iperattivazione del nostro sistema simpatico (arosal), comportando:

  • dal punto di vista cognitivo pensieri e fantasie negative ripetitive e invadenti, incubi, scarsa lucidità mentale, sensazione di confusione mentale e difficoltà ad ordinare i pensieri;
  • dal punto di vista emotivo un’emozione di paura strabordante ed invasiva che ci controlla;
  • dal punto di vista fisiologico un blocco del respiro diaframmatico con conseguente fame d’aria, dolore o sensazione di peso al centro del nostro corpo, nausea, ipertono muscolare, sensazioni di freddo nelle parti distali del corpo, contratture muscolari croniche (mandibola, spalle, collo in particolare);
  • dal punto di vista posturale e morfologico irrigidimento posturale, trascuratezza della propria
    immagine corporea.

Possiamo quindi agire sui quattro piani del Se:

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  1. Piano cognitivo: limitare utilizzo tv e informazioni solo a siti certi e fissando un tempo e spazio limitato! Un’ora la mattina, un’ora tardo pomeriggio. Non prima di dormire. Utilizzare la competenza progettuale per  organizzare e pianificare la giornata o per tirare fuori i “progetti nel cassetto”.
  2. Piano emotivo: mobilizzare il piano emotivo riportando il Se a percezioni emotive positive, per esempio si possono raccogliere, stampare o rivedere le foto di viaggi, momenti positivi, costruire un collage con esse, rivedere quel film o rileggere quel romanzo che mi ha fatto ridere, commuovere, gioire.
  3. Piano fisiologico: doccia calda per rilassare i muscoli tesi (incrementando le sensazioni olfattive con bagno schiuma profumato), mantenere il normale e pregresso ritmo sonno-veglia (cercare di dormire e svegliarsi agli stessi orari del periodo pre-emergenza), aprire il respiro diaframmatico attraverso le tecniche immaginative. Posso sdraiarmi sul divano, mettere una mano sul diaframma (al centro, sotto le costole) e respirare profondamente (un po’ come i bambini quando dormono con la pancia che sembra un palloncino che si gonfia e sgonfia), forzando gli sbadigli (che attivando il diaframma, facilitano l’attivazione del vagotonico, sistema nervoso deputato al benessere e al relax).
  4. Piano posturale, morfologico: ricavarsi uno spazio ed un tempo per allentare le rigidità corporee (attività fisica morbida) prendersi cura della propria immagine corporea (non rimaniamo in pigiama tutto il giorno, vestiamoci, trucchiamoci, prendiamoci cura della “forma” del nostro corpo).

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Infine ricordiamoci che il Se’ si struttura attraverso le esperienze relazionali.

Il paradosso positivo di questo periodo è che la mancanza di “contatto fisico” ha determinato un potenziamento del “contatto” tra le persone.

Lo vediamo negli sguardi (con le mascherine, possiamo essere più attenti agli sguardi) delle persone in fila al supermercato. Non sono solo sguardi di paura verso l’untore ma sono sguardi che cercano comprensione, contatto, condivisione della medesima situazione.

Sul piano relazionale sono proprio questi sguardi che dobbiamo cercare, utilizzando ciò che l’intelletto umano ci ha regalato con i progressi tecnologici. Abbiamo tutti gli strumenti nelle nostre case per relazionarci e creare contatti, dal buon vecchio telefono a tutte le piattaforme che facilitano il contatto visivo.

E sempre allo scopo di abbassare i livelli di ansia non parliamo solo di Coronavirus, ma usiamo l’umorismo, lo sfogo emotivo, la condivisione di emozioni per rendere più leggero il nostro vissuto, perchè la “leggerezza” non è supeficialità ma possibilità di sentire che oltre alla gravità e “pesantezza” della situazione possiamo percepire la vitalità.

Se pensi che possa essere necessario andare dallo psicologo scrivi a info@mentesicura.it per avere tutte le informazioni

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