Psicologi e Psicoterapeuti con sedi ad Arese e ad Agrate Brianza

Bambini a scuola

SE SOLO SI IMPEGNASSE DI PIÙ….È TUTTA UNA QUESTIONE DI VOGLIA!

“È intelligente, ma non si applica. Non ha proprio voglia di studiare, se solo si impegnasse un po’ di più i risultati si vedrebbero!”
È questa la frase che spesso i genitori si sentono dire ai colloqui con gli insegnanti quando i propri figli a scuola zoppicano. E cosi inizia la preoccupazione…mio figlio va male a scuola?
Spesso sono ragazzi brillanti, svegli, intuitivi ma riguardo al rendimento lasciano proprio a desiderare. Non c’è nemmeno la “consolazione”, per quanto magra, che possa trattarsi di un problema di “intelligenza”: è tutta e solo una questione di volontà.
E cosi iniziano le discussioni, le punizioni, le arrabbiature e i castighi, “non puoi uscire”, “ti tolgo il cellulare” “spegni la televisione” ecc…
In realtà, però, quando ci troviamo di fronte a queste situazioni, la buona volontà conta poco. La “voglia di studiare” non è correlata in alcun modo al rendimento scolastico.
La voglia di studiare equivale alla voglia di arricchirsi culturalmente, ad ampliare un argomento che ci appassiona, ad esercitarsi riguardo a qualcosa che vogliamo approfondire o capire meglio.
Le ragioni quindi per un basso rendimento scolastico possono essere svariate: dalla difficoltà di apprendimento, come per esempio la dislessia, ai problemi di cuore; dal cattivo rapporto con un insegnante, alla crisi adolescenziale; dalle tensioni in famiglia, al rapporto con i compagni, problemi di bullismo, al disinteresse per alcune materie. Quando un ragazzo fa fatica a scuola è necessario capirne le cause profonde, senza nascondersi dietro l’alibi della “voglia”.  Anzi, appellarsi alla volontà, ritenendola responsabile delle pecche in ambito di apprendimento, non fa che innescare un circolo vizioso deleterio per l’autostima dei ragazzi. Della serie: se vai male a scuola è perché non hai voglia di impegnarti… se ti impegni, ce la farai… non migliori? Non ti stai impegnando abbastanza. Trasmettiamo così il messaggio che l’impegno sia l’ingrediente magico da trovare per risolvere la situazione, senza peraltro qualificare cosa si intenda per impegno e lasciando i ragazzi disorientati. Etichettare un ragazzo come svogliato e come persona che non si impegna nella vita solo per lo scarso rendimento scolastico è estremamente riduttivo e rischia di andare a ledere l’immagine che il ragazzo ha di sè e la sua autostima.
Ma come uscire da questa spirale? Prima di tutto, finiamola di parlare di buona volontà e di impegno, ma cerchiamo di aprire un canale comunicativo per supportarlo e capire meglio la situazione
Non sempre è facile capire e distinguere se si tratti di momenti di difficoltà transitoria o se invece siamo in presenza di un disagio più profondo. Nel dubbio si può valutare di andare da uno psicologo per un consulto per una terapia individuale o anche per una terapia familiare, se si preferisce affrontare il problema insieme.

MENTESICURA NEWSLETTER

Vuoi essere sempre informato su tutte le attività, news ed eventi di Mentesicura?
Iscriviti!
Non riceverai spam! 
ISCRIVITI
GET FREE AUDIT