Psicologi e Psicoterapeuti con sedi ad Arese e ad Agrate Brianza

Cyberbullismo

Cos’è il cyberbullismo e soprattutto che conseguenze ha sulla salute mentale dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Vediamo insieme in questo articoli di fare un po’ di chiarezza.

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5 sintomi della discalculia

I 5 sintomi della discalculia evolutiva, in questo articolo conosceremo meglio questo disturbo specifico dell’apprendimento che si caratterizza per la difficoltà ad acquisire l’automatismo del calcolo e/o dell’elaborazione dei numeri.

Iniziamo con il dire che i disturbi dell’apprendimento non devono mai spaventare. Per anni i bambini con questi disturbi sono stati classificati come svogliati, pigri, apatici o peggio, stupidi.

Fortunatamente le ricerche degli psicologi, la medicina e l’osservazione costante di bambini e ragazzi hanno portato alla luce un funzionamento diverso da quello che già si conosceva. 

Questa scoperta richiama la necessità di un adeguamento della scuola, a test, a strumenti compensativi e ad un nuovo modo di insegnare.

Ma non evidenzia nessuna mancanza o fragilità nei bambini che hanno questa caratteristica.

Cos’è la discalculia evolutiva?

5-sintomi-della-discalculia.mentesicura02La matematica non è un’opinione, anche se a volte contare diventa un problema.

Somme, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni diventano un incubo e il 5 troneggia in pagella.

Ripetizioni, esercizi, prove e riprove ma nessuna strategia sembra funzionare; problemi su problemi: i conti non tornano!
Inizialmente può sembrare distrazione, poi mancanza di voglia e di attenzione; si prova con le “buone” e poi con le “cattive”, ma neanche premi e punizioni sembrano funzionare.

Non funzionano perché il problema si chiama discalculia evolutiva: è un disturbo dell’apprendimento che si caratterizza come una difficoltà nel riconosce, decodificare e scrivere i numeri. Una difficoltà che porta con sé un maggior disorientamento e minor automatizzazione dei processi logico-matematici.

Di fronte a verifiche negative, a compiti molto faticosi e a valutazioni insufficienti è fondamentale pensare effettuare dei test psicologici,  per evitare di esporre inutilmente il bambino a frustrazioni e senso di inadeguatezza che con il tempo mina l’autostima e il suo senso di sicurezza.

Ma quali sono i 5 sintomi della discalculia da osservare?

5-sintomi-della-discalculia.mentesicura03Una persona con questa disturbo dell’apprendimento ha difficoltà a:

  1. riconoscere piccole quantità di oggetti (per esempio, se vede disegnate 3 palline su un foglio, non è in grado di riconoscere quante siano a prima vista, ma ha bisogno di contarle)
  2. leggere e scrivere numeri (per esempio, vedendo il numero 423 potrebbe leggere “duecentotrentaquattro”; oppure, se gli viene dettato il numero seicentoventisette, scriverà 6027)
  3. comparare quantità, cioè saper indicare tra due numeri quale è il più grande e quale è il più piccolo
  4. riconoscere il valore posizionale delle cifre (per esempio nel numero 203, non è in grado di dire che il 2 rappresenta le centinaia e che valore di una cifra cambia a seconda della posizione in cui si trova)
  5. memorizzare i “fatti numerici”, cioè recuperare velocemente e senza bisogno di fare calcoli tabelline o somme e sottrazioni con 10 o i suoi multipli.

Attenzione, però!
La presenza di uno o più di questi segnali non corrisponde automaticamente ad una discalculia nel bambino. La diagnosi può essere formulata solo da un professionista dopo un processo di valutazione che include l’utilizzo di diversi test.

E le difficoltà nella soluzione dei problemi?

5-sintomi-della-discalculia.mentesicura04Le difficoltà nella soluzione dei problemi matematici non sono, di per sé, sintomi di discalculia.

Le abilità richieste per risolvere un problema sono infatti molte e complesse e comprendono:

  • la competenza testuale, cioè la capacità di comprendere cosa dice il testo di un problema
  • la rappresentazione della situazione problematica, cioè saper rappresentare (mentalmente o graficamente) la
    situazione descritta e il rapporto tra i dati e la domanda a cui rispondere
  • la categorizzazione, che implica la capacità di individuare la o le operazioni per risolvere il problema
  • la pianificazione delle fasi necessarie alla soluzione di un problema
    Solo a questo punto entrano in gioco che abilità di calcolo che la discalculia compromette.

E quindi, cosa fare?
Le soluzioni ci sono, valuta questi 5 sintomi della discalculia, sia che abbiamo a che fare con un disturbo diagnosticato, sia che ci troviamo di fronte a delle difficoltà non meglio specificate (come quelle nella soluzione dei problemi).

Rivolgersi a uno specialista negli apprendimenti permetterà di identificare con precisione di che problematica si tratta e, successivamente, avviare un training specifico di potenziamento.

Se avete dei dubbi o avete bisogno di un consulto chiamateci al 3398313207 per richiedere un appuntamento

Bibliografia:

  • C.Cornoldi (2019) Il disturbo dell’apprendimento Il Mulino
  • C. Vio, P. Tressoldi, G. Lo Presti (2013) Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico Erickson
  • P. Tressoldi, C. Vio (2012) Il trattamento dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico Erickson
  • C. Cornoldi (2007) Difficoltà e disturbi dell’apprendimento Il Mulino
  • F. Montecchi (2019) Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza Franco Angeli
  • V. Guidetti (2016) Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza Il Mulino

Nanna da solo: quando e come?

Nanna da solo: quando e come. A cura della Dott.ssa Erika Michielon

Il passaggio della nanna, quindi dal lettone dei genitori, alla cameretta, è un momento sempre delicato, segna la conquista di un’autonomia da parte del bambino e un momento di distacco dai genitori, in particolare della mamma (se è in corso l’allattamento al seno).

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L’inserimento alla scuola dell’infanzia

By 29th Marzo, 2020 Psicologia infantile No Comments

L’inserimento nella scuola dell’infanzia è un passaggio evolutivo molto importante e segna l’ingresso del bambino nella società, l’inizio del percorso dei bambini a scuola. In questo articolo troverete dei consigli utili per i bambini e per i genitori

I bambini che hanno frequentato l’asilo nido, hanno in parte già affrontato il distacco dai genitori, sono capaci di affidarsi a persone differenti da loro o dai nonni e sono già entrati in contatto con gli altri bambini e le regole della socialità.

I bambini che invece hanno trascorso i primi anni con i genitori o con i nonni affronteranno in questa fase questi cambiamenti.

Come si fa l’inserimento alla scuola materna?

inserimento-scuola-infanzia.mentesicura04Gli inserimenti generalmente sono gestiti con l’esposizione graduale del nuovo contesto.

Quindi genitori e bambini conosceranno prima le maestre e poi, inizieranno la frequenza all’asilo di qualche ora, fino ad arrivare alla frequenza normale prevista.

Questo processo può durare anche 2 o 3 settimane e generalmente viene pensato e programmato in base alle risposte e agli stati d’animo che il bambino ha.

Durante l’inserimento all’asilo i bambini possono manifestare sofferenza, ribellione e aggressività; è un contesto nuovo, e finché non diventerà familiare potrebbero essere più capricciosi o coccoloni anche a casa.

Gli psicologi ormai sono concordi nel dire che gli inserimenti in realtà sono più complessi e sofferti dai genitori che faticano a metabolizzare il distacco dai figli.

Viene da sé che più i genitori riusciranno a gestire queste emozioni, più i figli saranno in grado di abituarsi alla nuova realtà e a trarre piacere dalla loro nuova quotidianità.
All’asilo impareranno nuove regole, dovranno rispettare i turni, mangeranno cose nuove che magari a casa si sono rifiutati di assaggiare, insomma diventeranno giorno dopo giorno più grandi

Come funziona l’inserimento all’asilo?

inserimento-scuola-infanzia.mentesicura02L’inserimento all’asilo è sempre un momento delicato e di passaggio all’interno della famiglia.

Per i bambini segna l’ingresso ufficiale nella società, un momento in cui tutti i bambini si iniziano a distaccare dalla famiglia e iniziano a guardare il mondo.
Questo è un momento delicato per tutta la famiglia che vede uscire dal nido i propri cuccioli e deve riorganizzarsi e abituarsi ad una nuova routine.

Per i genitori, l’ingresso alla scuola dell’infanzia, segna il primo momento in cui i bambini guardano il mondo e non più solo l’interno della loro famiglia, il momento in cui i bambini vanno a scuola, o meglio entrano nell’universo scuola
I genitori devono iniziare a metabolizzare il distacco, ad accettare l’esplorazione dei figli verso il mondo e addirittura invitarli a scoprire il mondo.

Come aiutare i bambini durante l’inserimento?

inserimento-scuola-infanzia.mentesicura03I distacchi per i genitori potrebbero portare una dosa di sofferenza, ma hanno sempre il seme di un nuovo inizio.

Si arriva da una fase di vita in cui i bambini dipendono completamente dai genitori, sia per tutti i bisogni primari come mangiare, bere ecc, sia per la felicità e per la socialità, il mondo dei bambini prima era solo genitori, fratelli, sorelle e nonni, diventare genitori nei primi anni è molto appagante e totalizzante.

Ora i bambini stanno crescendo, imparano giorno dopo giorno a fare cose nuove, vanno in bagno da soli, mangiano da soli, ogni giorno imparano parole nuove ed esprimono concetti e pensieri.

Nella loro vita entrano a fare parte le maestre e gli altri compagni di classe, il mondo dei bambini diventa più ricco e complesso e i genitori devono prepararsi ad accogliere questo cambiamento.

I genitori si sentiranno emozionati, a volte tristi, a volte smarriti o preoccupati, sono frequenti le mamme che piangono durante l’inserimento ma devono sforzarsi di non trasmettere queste emozioni ai figli e di lasciargli vivere serenamente questa esperienza.
Può essere una buona idea cercare conforto nel proprio partner, nei propri genitori o negli amici, ricordate però sempre che è un passaggio naturale.

L’inserimento alla scuola dell’infanzia: consigli utili per bambini e genitori

inserimento-scuola-infanzia.mentesicura05La nostra esperienza clinica e recenti studi hanno dimostrato che lo stato d’animo del bambino durante l’inserimento è dato, per la maggior parte, dallo stato d’animo del genitore.

Se il genitore è troppo ansioso o troppo preoccupato, il bambino sentirà una situazione di pericolo e disagio e reagirà con del malessere.

E’ una situazione nuova per il bambino, mettete quindi in conto che ci saranno dei momenti di pianto, di tristezza, i bambini sentiranno la vostra mancanza, dovete accogliere queste emozioni e rispettarle ma anche infondere coraggio, è una nuova esperienza che li farà crescere, troveranno nuovi amici e impareranno moltissime cose.

Molto importante è il ruolo delle maestre, che da questo momento saranno per voi delle preziose complici per l’educazione e la crescita del vostro bambino.

Come togliere il ciuccio

Come togliere il ciuccio? In questo articolo vedremo quanto è importante il ciuccio per il nostro bimbo e potrai leggere i consigli della nostra psicoterapeuta infantile e dei genitori di Mente Sicura Kids.

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Mio figlio va male a scuola

By 11th Marzo, 2017 Psicologia infantile No Comments

È successo tutto d’un tratto e nessuno sa spiegare come. Mamma Lucia sa solo che un giorno l’hanno chiamata da scuola e le hanno spiegato che se suo figlio continua così rischia la bocciatura. Lucia è rimasta senza parole, non se lo aspettava. Ha subito chiamato Andrea, il papà di Thomas (non stanno più insieme da qualche anno), per capire cosa fare. Anche è Andrea si è stupito. Si chiedono come sia possibile che questo stia capitando proprio a loro.
È sempre stato un ragazzo con la testa a posto Thomas. Da piccolo pochi capricci, tendenzialmente ubbidiente. Anche quando Lucia e Andrea si sono separati Thomas non ha dato problemi, anzi.
Forse ha un disturbo dell’apprendimento? Dislessia? Discalculia?
Mamma e papà si attivano immediatamente: uscite con gli amici vietate (tranne nel weekend, se no…), ripetizioni 2 volte a settimana e ogni sera controllo del diario e dei voti sul registro elettronico.
Thomas va, fa quello che gli dicono.
Qualcuno ha chiesto a Thomas che cosa sta succedendo? In realtà se anche lo avessero fatto, Thomas non avrebbe saputo rispondere. È tutto ok, tutto come prima. Eppure…
Eppure Thomas non riesce più a concentrarsi in quello che fa. La testa si sconnette dopo qualche secondo, i pensieri vagano. È triste Thomas? Qualcosa lo turba? No, non lo sa. Ma nemmeno lo vuole sapere. Perchè pensare fa male. Perchè accendere la testa fa tornare alcuni pensieri strani, sensazioni spiacevoli.
Allora meglio spegnerla, questa testa. Chi se ne frega se così non riesce più a imparare, se non prova più interesse per le cose che fa. Tanto, a chi importa?!

Bambini a scuola

SE SOLO SI IMPEGNASSE DI PIÙ….È TUTTA UNA QUESTIONE DI VOGLIA! Read More

La dislessia nei bambini

By 13th Febbraio, 2017 Psicologia infantile No Comments

QUESTA b MI SEMBRA UNA p: CHE CONFUSIONE…..LA DISLESSIA! Read More

Disturbi dell’apprendimento

By 7th Febbraio, 2017 Psicologia infantile No Comments

DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO: UN NUOVO MODO DI VEDERE LE COSE Read More

Il bimbo dentro la pancia

By 28th Gennaio, 2017 Psicologia infantile No Comments

A partire dalla fine del primo trimestre e via via con il proseguire della gravidanza, la mamma percepisce sempre più sia i cambiamenti nel proprio stato fisico e psichico, sia la presenza di un bambino dentro di sé che sta crescendo e si sta sviluppando. Read More

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