Psicologi e Psicoterapeuti con sedi ad Arese e ad Agrate Brianza

Coming out

By 19th Gennaio, 2021 Salute No Comments

Quando parliamo di Psicologia LGBT e delle sfide che la comunità LGBT deve affrontare, una di queste è senza dubbio il COMING OUT. Attorno a queste parole ruotano tantissimi pensieri e discussioni, sia nei salotti di casa ma anche sui palcoscenici mediatici, dove spesso si crea molta confusione e disinformazione.

Oggi vogliamo addentrarci in questo importante tema della Psicologia LGBT provando a rispondere ad alcune domande nate proprio nei nostri studi e anche sui nostri profili Instagram.

Innanzitutto cosa significa Coming Out?

Letteralmente queste parole si riferiscono alla frase “coming out of the closet” che significa “uscire dal ripostiglio”, ossia rivelare agli altri il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere.

Coming Out e Outing sono sinonimi?

coming-out.mentesicura02No, sono molto diversi tra l’altro. Infatti se per Coming Out parliamo di una persona LGBT che rivela il proprio orientamento sessuale agli altri volontariamente e per propria decisione, nel caso dell’Outing invece ci riferiamo a quel fenomeno per cui una persona terza decide di rendere pubblico l’orientamento sessuale di qualcuno che non aveva deciso di svelarsi.

Ben possiamo comprendere come il Coming Out, a livello psicologico, costituisca a tutti gli effetti una SCELTA, mentre l’Outing rappresenta una VIOLAZIONE, che spesso mina la fiducia delle persone.

Devo fare per forza Coming Out?

coming-out.mentesicura03No, come spesso amo dire “nessuno è obbligato a fare Coming Out, ma tutti ci meriteremmo di poterlo fare”. Questo per dirvi che arrivare a fare Coming Out con le persone a noi vicine significa donare a loro la possibilità di conoscere una parte della nostra persona preziosissima, e donare a noi la possibilità di essere al 100% chi siamo. Tuttavia può essere un percorso tortuoso, in cui bisogna fare un bilancio dei guadagni e delle perdite: infatti in alcune situazioni si possono recidere legami e perdere affetti che non riescono ad accettare chi siamo. Ed è all’interno di questa valutazione che a volte, purtroppo, le perdite potrebbero essere per noi insostenibili e arrecarci grande dolore. Senza considerare le situazioni in cui spezzare i legami con la famiglia d’origine potrebbe significare non avere più una casa, o perdere un lavoro, o subire addirittura violenza fisica.

Per questo il Coming Out deve essere una SCELTA SOGGETTIVA e NON OBBLIGATA, che tutti MERITEREBBERO DI POTER FARE, ma che per alcuni purtroppo non è una strada percorribile.

Come so che sono pronto a farlo?

coming-out.mentesicura05Difficile dirsi che ci siano criteri validi per tutti, tuttavia ciò che possiamo fare è ascoltare il nostro corpo e le nostre emozioni. Forse potremmo chiederci “Perché ancora non sono pronto?”, trovando le risposte che cerchiamo nella nostra storia personale.

Spesso il Coming Out parla di accettazione, e un passaggio importante è capire quanto innanzitutto ogni persona LGBT accetta e accoglie il proprio essere LGBT. È dall’accettazione di sé stessi che spesso deriva l’apertura agli altri.

Infatti ricordiamoci sempre che la prima persona con cui facciamo Coming Out non è un nostro amico, e nemmeno nostro padre, e nemmeno quell’insegnante tanto accogliente… la prima persona con cui facciamo Coming Out SIAMO NOI STESSI.

E Come è andata quando ho scoperto che sono omosessuale/bisessuale/transessuale? Ecco, partiamo da qui.

Come faccio a fare Coming Out con i miei genitori che sono omofobi?

coming-out.mentesicura04Anche qui purtroppo il libretto di istruzioni non esiste, anche perché ogni situazione ha la propria specificità. Se siamo consapevoli che per i nostri genitori potrebbe essere difficile riuscire ad accogliere chi siamo, è importante imparare a proteggerci prima, costruendo attorno a noi una rete di sostegno relazionale.

Infatti quando facciamo un passo tanto importante, sapere che attorno a noi abbiamo amici, insegnanti, fratelli, partner pronti ad aiutarci può darci la sensazione di non essere persi e che qualcuno, nei momenti di difficoltà, potrebbe raccogliere “i cocci” insieme a noi.

All’interno di questa rete poi potremo trovare la forza e le energie o per elaborare che i nostri genitori non riusciranno mai a comprenderci, accettando i loro limiti; oppure per accompagnare mamma e papà a conoscerci meglio, avvicinandoli alla nostra identità, così sconosciuta e poco comprensibile per loro.

E ricordiamoci che anche l’inizio di un percorso psicologico potrebbe essere un nodo importante della nostra rete di sostegno, perché fare Coming Out è faticoso ed avere uno spazio di riflessione potrebbe essere una scelta di benessere.

Se hai dubbi puoi scriverci a info@mentesicura.it

Se sei interessato/a a queste tematiche puoi seguire il profilo Instagram @calemme_psicologolbgt oppure se sei interessato/a alle tematiche relazionali puoi seguire il profilo Instagram @mente_sicura

Ansia e Coronavirus

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Ansia generalizzata ai tempi del coronavirus

La paura è un’emozione che si attiva al fine di proteggerci dai pericoli e attivare quindi un comportamento di salvaguardia della persona.

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Attacchi di panico sintomi e rimedi

By 9th Febbraio, 2020 Salute No Comments

Riceviamo spesso domande riguardo agli attacchi di panico, sintomi e rimedi possibili. Gli attacchi di panico, destano sempre molta curiosità e confusione, spesso gli attacchi d’ansia vengono scambiate per attacchi di panico, ci chiedono se sono pericolosi, se gli attacchi di panico portano ad attacchi cardiaci e se è possibile guarire. Proviamo a fare un po’ di chiarezza

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Test psicologici

By 7th Marzo, 2017 Salute No Comments

Il termine Test psicologico è una delle voci più cliccate nei motori di ricerca, ma vediamo di capirci davvero qualcosa.

Cosa sono i test?

I Test Psicologici sono strumenti che vengono utilizzati per acquisire informazioni su diverse funzioni psichiche.
Per dirsi tali, i Test Psicologici devono essere:
-standardizzati
Questo significa che: 1) a tutte le persone che svolgono il test vengono fatte le stesse domande o svolgono le stesse prove 2) ci sono regole chiare e stabilite a priori per attribuire i punteggi 3) i punteggi ottenuti vengono confrontati con i dati normativi, cioè della media delle persone.
-Validi
Il mio test deve misurare effettivamente la variabile per la stima della quale è stato costruito. Ad esempio: se voglio valutare la presenza o meno di sintomi d’ansia, lo strumento che scelgo deve essere adeguato a tale scopo.
-Attendibili
Un test viene considerato attendibile quando, applicato in tempi diversi alla stessa persona, (anche da parte di persone diverse e in luoghi differenti) dà risultati simili.
Per capirci: i test che trovate on-line non hanno queste caratteristiche. E tradotto, questo vuol dire che i risultati che danno non sono in alcun modo significativi.

A cosa servono?

I test in psicologia possono essere utilizzati per diversi motivi: valutare il funzionamento psichico globale, o singole funzioni di esso (intelligenza, memoria, attenzione….); rilevare tratti di personalità, atteggiamenti, orientamenti, stati emotivi (ansia, agitazione, depressione, autostima, motivazione ….); misurare alcune competenze (relazionali, cognitive, sociali…).
I test, in sostanza, forniscono una “fotografia” del funzionamento di quegli aspetti della persona che si è deciso di osservare.

Perchè proprio quel test?

La scelta di utilizzare un test si effettua in base al tipo di informazione che si vuole ottenere. Quando sceglie un test, il professionista tiene conto sia del contesto e dello scopo della valutazione sia delle caratteristiche della persona (età, provenienza, esperienze, cultura…)

Chi può utilizzare i test?

Tutti gli psicologi iscritti all’albo hanno una formazione tecnica di base e la relativa autorizzazione di Legge (L.56/89) per lo svolgimento dell’attività psicodiagnostica. Inoltre, secondo il Codice Deontologico, lo psicologo deve informare la persona sullo scopo del test e sulle modalità di somministrazione. In pratica, deve far firmare un foglio che si chiama consenso informato senza il quale non è autorizzato a procedere. Per i minorenni o per i soggetti impossibilitati per vari motivi a dare il consenso, si ricorre a quello dei genitori o dei tutori. La persona ha poi diritto a conoscere i risultati ottenuti al test, che gli devono essere spiegati con un linguaggio semplice e non tecnico. Se si lavora con i minorenni, anche i genitori hanno diritto a sapere i risultati della performance.

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