Psicologi e Psicoterapeuti con sedi ad Arese e ad Agrate Brianza

Ansia generalizzata e Coronavirus

coronavirus

Ansia generalizzata ai tempi del coronavirus

La paura è un’emozione che si attiva al fine di proteggerci dai pericoli e attivare quindi un comportamento di salvaguardia della persona.

Dal punto di vista filogenetico ha permesso alla nostra specie di attivare comportamenti, pensieri e azioni che facilitassero la sopravvivenza della nostra specie.
La paura, quindi, facilita l’attivazione di tutti quei comportamenti che in questo periodo di emergenza possono proteggere noi stessi, i nostri familiari e la comunità intera.
Tali comportamenti, proprio perché viviamo in una comunità, sono stati codificati da esperti e diffusi dai media e dal sito del governo e dalla protezione civile.
Diversa invece è la situazione di ansia generalizzata, di panico e di angoscia determinata dalla cronicizzazione della paura che determina un’attivazione fisiologica, emotiva e cognitiva che anziché salvaguardarci crea malessere e ci mette in una posizione di maggiore rischio e vulnerabilità.

Cosa fare quindi con l’ansia da coronavirus?
La psicologia del Sè ci viene in aiuto in questo periodo di emergenza, attraverso l’attivazione di comportamenti e strategie che possano abbassare il livello di ansia generalizzata agendo sui quattro piani del Sè. Piccole strategie che possiamo attivare a casa individualmente. E’ ovvio che se tali strategie non dovessero aiutare sarebbe necessario chiedere aiuto attraverso i Servizi on line che sono stati attivati da psicologi e psicoterapeuti.

ansia
Agire sui 4 piani del Se che significa?
L’ansia si manifesta attraverso un’iperattivazione del nostro sistema simpatico (arosal), comportando:

  • dal punto di vista cognitivo pensieri e fantasie negative ripetitive e invadenti, incubi, scarsa lucidità mentale, sensazione di confusione mentale e difficoltà ad ordinare i pensieri;
  • dal punto di vista emotivo un’emozione di paura strabordante ed invasiva che ci controlla;
  • dal punto di vista fisiologico un blocco del respiro diaframmatico con conseguente fame d’aria, dolore o sensazione di peso al centro del nostro corpo, nausea, ipertono muscolare, sensazioni di freddo nelle parti distali del corpo, contratture muscolari croniche (mandibola, spalle, collo in particolare);
  • dal punto di vista posturale e morfologico irrigidimento posturale, trascuratezza della propria
    immagine corporea.

Possiamo quindi agire sui quattro piani del Se:

  1. Piano cognitivo: limitare utilizzo tv e informazioni solo a siti certi e fissando un tempo e spazio limitato! Un’ora la mattina, un’ora tardo pomeriggio. Non prima di dormire. Utilizzare la competenza progettuale per  organizzare e pianificare la giornata o per tirare fuori i “progetti nel cassetto”.
  2. Piano emotivo: mobilizzare il piano emotivo riportando il Se a percezioni emotive positive, per esempio si possono raccogliere, stampare o rivedere le foto di viaggi, momenti positivi, costruire un collage con esse, rivedere quel film o rileggere quel romanzo che mi ha fatto ridere, commuovere, gioire.
  3. Piano fisiologico: doccia calda per rilassare i muscoli tesi (incrementando le sensazioni olfattive con bagno schiuma profumato), mantenere il normale e pregresso ritmo sonno-veglia (cercare di dormire e svegliarsi agli stessi orari del periodo pre-emergenza), aprire il respiro diaframmatico attraverso le tecniche immaginative. Posso sdraiarmi sul divano, mettere una mano sul diaframma (al centro, sotto le costole) e respirare profondamente (un po’ come i bambini quando dormono con la pancia che sembra un palloncino che si gonfia e sgonfia), forzando gli sbadigli (che attivando il diaframma, facilitano l’attivazione del vagotonico, sistema nervoso deputato al benessere e al relax).
  4. Piano posturale, morfologico: ricavarsi uno spazio ed un tempo per allentare le rigidità corporee (attività fisica morbida) prendersi cura della propria immagine corporea (non rimaniamo in pigiama tutto il giorno, vestiamoci, trucchiamoci, prendiamoci cura della “forma” del nostro corpo).


Infine ricordiamoci che il Se’ si struttura attraverso le esperienze relazionali. Il paradosso positivo di questo periodo è che la mancanza di “contatto fisico” ha determinato un potenziamento del “contatto” tra le persone. Lo vediamo negli sguardi (con le mascherine, possiamo essere più attenti agli sguardi) delle persone in fila al supermercato. Non sono solo sguardi di paura verso l’untore ma sono sguardi che cercano comprensione, contatto, condivisione della medesima situazione. Sul piano relazionale sono proprio questi sguardi che dobbiamo cercare, utilizzando ciò che l’intelletto umano ci ha regalato con i progressi tecnologici. Abbiamo tutti gli strumenti nelle nostre case per relazionarci e creare contatti, dal buon vecchio telefono a tutte le piattaforme che facilitano il contatto visivo. E sempre allo scopo di abbassare i livelli di ansia generalizzata non parliamo solo di coronavirus ma usiamo l’umorismo, lo sfogo emotivo, la condivisione di emozioni per rendere più leggero il nostro vissuto, perchè la “leggerezza” non è supeficialità ma possibilità di sentire che oltre alla gravità e “pesantezza” della situazione possiamo percepire la vitalità.

Ragazzi e social network

By 29th Marzo, 2017 Attualità No Comments

Negli ultimi anni la nostra realtà, il nostro mondo è cambiato radicalmente.
L’arrivo di internet ha cambiato tante regole,ha cambiato il mondo del lavoro, il modo di socializzare, ha ampliato la nostra realtà.
Se per gli adulti questa è stata una rivoluzione, una novità, per i bambini e i ragazzi questa è la normalità.
Vengono definiti i nativi digitali, i bambini e i ragazzi conoscono internet e il mondo dei social meglio degli adulti, ne conoscono le potenzialità, i funzionamenti e prevedono i miglioramenti.
Questo non può che spaventare tutti i genitori che sentono la fatica di non riuscire a tenere sotto controllo e a tutelare al meglio i propri figli.
E’ importante monitorare e tutelare ciò che fanno i figli, ma questo è un comportamento insito nel ruolo di genitore e che è stato svolto in qualsiasi epoca di questo mondo.
I social, come qualsiasi altra situazione, se portata all’eccesso può nascondere molti pericoli: l’isolamento, cyberbullismo, l’accesso alla pornografia, le dipendenze e la violazione della privacy.
Questi aspetti devono essere presenti nella mente dei genitori che, come al solito, devono guidare e tutelare i figli nella gestione di questi strumenti.
E’ però necessario riconoscere ai social e ad internet una grande potenzialità e non viverli come il mostro da combattere. Internet ha permesso una maggiore vicinanza nel mondo, molte più opportunità di lavoro, la possibilità di ampliare la rete sociale e la possibilità di ampliare le proprie abilità.
Ormai è poco produttivo allontanare i figli da questo nuovo mondo, che in realtà fa parte di loro, è fondamentale però aiutarli ad affacciarsi e a gestire questo mondo nel migliore dei modi.

Violenza domestica

By 18th Marzo, 2017 Attualità No Comments

Quando si subisce violenza in famiglia

 

Quante volte abbiamo sentito dire o pronunciato noi stessi questa frase venendo a conoscenza di situazioni di maltrattamento domestico? Read More

Adolescenza: storie di vita

By 7th Marzo, 2017 Attualità No Comments

Anna ha 16 anni, ha un ragazzo, esce con gli amici. Anna frequenta il secondo anno delle superiori, per la scuola studia quanto basta. Anna veste alla moda, ha un profilo facebook, pubblica su instagram e usa anche twitter. Anna esce coi compagni e il sabato qualche volta va a ballare.
Anna è una ragazza normale.
Un pomeriggio Anna è tornata a casa, ha preso il coltello dal cassetto della cucina e ha cominciato a tagliarsi. Piccoli taglietti, invisibili come lei si sente.
Cosa succede a Anna?
Anna non lo sa. Ha solo un dolore dentro, un dolore che non può dire, che non riesce a pensare. Anna vede il sangue scorrere e si concentra sul bruciore del taglio: meglio sentire male per la ferita sulla pelle che pensare alla sofferenza che ha nel cuore.
Anna non parla di questo con nessuno. E come potrebbe? Non saprebbe nemmeno cosa dire. Che è pazza? Emo? Disturbata? Anna non è nessuna di queste cose però… Proprio non sa cosa le prende e nemmeno come fermarsi. Prima succedeva ogni tanto, ora invece si taglia quasi ogni giorno. E con ciò? Anche Giulia e Federica lo fanno.
Cosa succede a Anna?
Anna non lo sa. Non sa che quelle che sente sono emozioni, emozioni forti che la confondono e la spaventano. Non sa, forse perché nessuno glielo ha mai detto, che sentirsi in quel modo è normale, che passerà, che forse è un momento difficile. Anna non sa che può farsi aiutare, che delle emozioni e del dolore che provocano si può parlare.
E che è solo in questo modo che si diventa grandi.

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