Psicologi e Psicoterapeuti con sedi ad Arese e ad Agrate Brianza

Cosa sono e a cosa servono le emozioni?

By 4th Agosto, 2020 Benessere No Comments

E’ dal 1884 che l’uomo si chiede in modo consapevole: ““What is an emotion?”Cosa sono e a cosa servono le emozioni?
E’ a questa domanda che cercherò di rispondere in questo articolo, per tutti gli adulti che stanno cercando di imparare a gestire le proprie emozioni e anche per tutti quei genitori alle prese con i propri figli, per uscire indenni dai tanto temuti capricci e per aiutarli a diventare emotivamente intelligenti.

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Crisi di coppia e aumento delle separazioni

Crisi di coppia e aumento delle separazioni, in questi ultimi anni stiamo assistendo ad una crisi della coppia e separazioni in aumento, ma perchè? Proviamo insieme a fare qualche ipotesi

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Terapia familiare

La terapia familiare è un modello di psicoterapia che si basa sul principio che ogni persona appartiene e vive dentro ad un sistema. Il metodo di intervento analizza in particolare il primo sistema a cui apparteniamo: la famiglia. In questo articolo troverai una definizione della terapia familiare, come funziona, per chi è più adatta e come aiuta adolescenti e bambini

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Conoscere e affrontare le paure?

By 30th Giugno, 2020 Benessere No Comments

E’ importante per ogni adulto sano e equilibrato conoscere e affrontare le paure che possono mettere in scacco la sua vita. Vediamo in questo articolo di fare chiarezza

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Perchè non dimagrisco?

By 15th Giugno, 2020 Benessere No Comments

Estate, tempo di prove costume e di confronto con la propria forma fisica. Si prova a fare dieta ma senza successo e viene da chiedersi “ma perchè non dimagrisco?” Proviamo insieme a fare qualche ipotesi

Ma cosa devo fare per perdere peso? Perchè non dimagrisco?

Il metodo per rimettersi in forma è la dieta, intesa non solo come regime restrittivo, ma come adozione di abitudini alimentari sane associata alla pratica di un’attività sportiva.

Eppure, se tutti conosciamo (almeno in linea teorica) i benefici derivanti dal seguire un’alimentazione corretta o dallo svolgere quotidianamente una pratica sportiva perchè cosi tante persone faticano a dimagrire.

E’ un dato di fatto, infatti, che a questa consapevolezza non consegue un effettivo cambiamento nei comportamenti alimentari e un conseguente dimagrimento.

Perchè nonostante la dieta non riesco a dimagrire?

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Negli anni le ricerche ci hanno spiegato che in molti casi la “motivazione” a dimagrire non è sufficiente.

Associare questa difficoltà alla pura mancanza di determinazione è estremamente riduttivo e semplicistico. D’altra parte noi siamo creature complesse e anche in questo campo questa complessità emerge.

Perché ciò sia possibile, è necessario allora capire da dove arrivi lo stimolo a mangiare in modo sbagliato e a condurre una vita sedentaria e in alcuni casi comprendere come mai non ci prendiamo cura di noi stessi.

Perchè non dimagrisco: facciamo qualche esempio

Ti è mai capitato di mangiare un intero pacchetto di biscotti o di patatine perché eri in un momento di nervoso, rabbia o tristezza?

Oppure ti è mai capitato dopo una giornata pesante di sentire la voglia di qualcosa di dolce e poi faticare a fermarti. Questi sono esempi di fame emotiva o nervosa, il cibo può aiutare a sopportare e dimenticare la rabbia o la tristezza. Il desiderio di consumare cibo che si prova in risposta a uno stato emotivo (tristezza, ansia, noia, solitudine, rabbia, persino felicità) è il primo dei trabocchetti a cui bisogna prestare attenzione.

Mentre si segue una dieta restrittiva, che studi hanno già ampiamente dimostrato essere una condizione che induce tristezza, può succedere che qualcuno ci faccia arrabbiare, ci sentiamo frustrati e sentiamo una strana fame, spesso di qualcosa di dolce , di consolatorio e rassicurante.

E cosi cediamo e mandiamo tutto a monte e poi trascorriamo le ore successive a fare i conti con i sensi di colpa. Insomma, ogni volta che subentra un’emozione perturbante (sia essa positiva o negativa), l’assunzione di cibo consente di mettere a tacere quel disagio. Ma solo momentaneamente. Infatti, al senso di apparente benessere, segue spesso il senso di colpa associato a non essere riusciti a controllarsi.

Cosa fare quando non si riesce a dimagrire? Perchè non dimagrisco?

perchè-non-dimagrisco.mentesicura03Il comportamento alimentare, è una delle prime abitudini che comprendiamo nella nostra famiglia d’origine e come tale, risente dei vissuti emotivi.

C’è quindi sempre una componente educativa da valutare, cosa ci hanno insegnato sul cibo, che correlazioni c’è tra l’amore che c’era in famiglia e il cibo, che correlazione c’è la rabbia e la tristezza e il cibo che clima si respirava  in famiglia.

A volte poi bisogna guardare le nostre zone d’ombra per capire cosa si nasconde dietro al nostro rapporto con il cibo.

Comportamenti eccessivamente scorretti sono indice di un disagio psicologico a cui si deve prestare ascolto.

A volte per ottenere cambiamenti nelle proprie condotte alimentari, è necessario associare a una dieta e all’attività sportiva, il supporto di uno specialista.

Chiariamoci: lo psicologo non propone diete, ma accompagna a gestire le emozioni negative che sottostanno alla fame nervosa. Aiuta a capire perché si mangia “male”, quali sono i fattori che influenzano la fame e le cause che li determinano.

In questo modo la gestione e l’elaborazione dell’emozione non influirà più sul regime dietetico e sulla cura personale. Il cibo infatti dev’essere un vero e proprio “nutrimento”, cura e amore di sé e dell’altro, non semplicemente un riempitivo o peggio ancora un antidepressivo.

Se pensi di avere qualche difficoltà, chiamaci per un primo colloquio  al 339-8313207, oppure invia una mail a info@mentesicura.it

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Bibliografia:

  • R. Gockel, D. Besana (2014) Donne che mangiano troppo I saggi Feltrinelli
  • M. Selvini Palazzoli (2005) L’anoressia mentale Raffaello Cortina Editore
  • M. Selvini Palazzoli, S. Cirillo, M Selvini, A.M. Sorrentino (1998) Ragazze anoressiche e bulimiche  Raffaello Cortina Editore
  • L. Onnis (2016) Il tempo sospeso Franco Angeli

La forza della squadra

Una squadra, in qualsiasi ambiente la si ritrovi, sia sportivo che manageriale, costituisce spesso una grande risorsa.
Una squadra di lavoro, per definizione, deve avere dei ruoli per definiti e ogni singolo membro deve agire per favorire il buon funzionamento della squadra stessa.
Negli equipaggi dell’ambulanza sappiamo che la squadra costituisce una variabile importante nella qualità del servizio e nella salute mentale dei suoi membri.
A salire sull’ambulanza, al massimo delle proprie possibilità, ogni squadra è costituita da un autista, un caposervizio, un milite e un allievo.
Ognuno ha il suo compito da svolgere, sappiamo che l’autista deve portarci sul luogo dell’evento, il caposervizio deve tenere le fila di tutta la situazione e nel caso prendere delle decisioni, il milite è l’assistente del cs e l’allievo deve imparare il più possibile senza intralciare i lavori.
Ma la statistica dimostra che nelle situazioni di emergenza (perfino nell’emergenza dell’emergenza) tutto si complica, la definizione dei ruoli si assottiglia, la lucidità può venir meno e le emozioni fanno il loro corso e a volte prendono il sopravvento.
In tutti questi casi la squadra è una grandissima risorsa, la somma degli individui di una squadra crea sempre un insieme, un’entità a sè che osserva, guarda, pensa e reagisce in base alle circostanze.
I punti deboli di alcuni persone possono essere “coperti” dai compagni e gli individui possono completarsi a vicenda, appartenere ad una squadra significa conoscere a fondo i suoi membri e integrare le loro risorse con le nostre (per approfondire questo tema, qui trovi il link).
Anche a me personalmente è successo durante un servizio di avere un momento di panico e il mio milite e la mia allieva mi hanno aiutata, e riportata alla realtà, questo mi ha insegnato ad usufruire sempre della squadra come risorsa durante i servizi, ma anche nella vita privata e in quella lavorativa.

Nanna da solo: quando e come?

Nanna da solo: quando e come. A cura della Dott.ssa Erika Michielon

Il passaggio della nanna, quindi dal lettone dei genitori, alla cameretta, è un momento sempre delicato, segna la conquista di un’autonomia da parte del bambino e un momento di distacco dai genitori, in particolare della mamma (se è in corso l’allattamento al seno).

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La differenza tra innamoramento e amore

Nella nostra esperienza clinica, le domande sulla differenza tra innamoramento e amore sono moltissime e capiamo che c’è sempre molta confusione.

Uno degli aspetti su cui sentiamo di dover fare chiarezza riguardo alla differenza tra innamoramento e amore è la ricaduta sessuale.

Cosa vuol dire essere innamorati di qualcuno?

differenza-innamoramento-amore.mentesicura03Quando si conosce qualcuno, si inizia a frequentarlo, ci incuriosisce, ci attrae, ci ispira.

E cosi, con il passare dei giorni e delle settimane, la conoscenza si consolida, abbiamo sempre più voglia di trascorrere il tempo con l’altro, di dedicare attenzioni all’altro e cosi  si decide di iniziare una relazione.

Questa è la fase dell’innamoramento.

E’ una condizione che tutti conosciamo, per una combinazione biologica, ormonale e psicologica, la nostra vita ruota intorno all’altra persona.

Non riusciamo a pensare ad altro, vorremmo trascorrere più tempo possibile con l’altro, ai nostri occhi appare perfetto. Viviamo dentro un sogno, e l’attività sessuale, a parte alcuni casi, qui raggiunge il suo picco massimo.

Non si ha attrazione verso altri, ogni fantasia riguarda il partner e l’eccitazione è spesso presente e semplice, ci si sente in paradiso, come sotto l’effetto di stupefacenti.

Che differenza c’è tra amare ed essere innamorati?

differenza-innamoramento-amore.mentesicura04Con il trascorrere del tempo, l’inizio di una convivenza o l’arrivo dei figli, la situazione inizia a cambiare.
La quotidianità inizia a farsi spazio nella vita di tutti i giorni e i soliti problemi di sempre si insinuano nel nostro paradiso.

La fase dell’innamoramento piano piano svanisce, è fondamentale però chiarire che questo è un processo fisiologico e inevitabile.

Finalmente si vede l’altro per quello che veramente è, e non in base ai nostri ideali.

Emergono i difetti, le fragilità, l’altro è diverso da noi e bisogna conoscerlo a fondo.

Questa è una fase delicata per tutte le coppie, moltissime persone scambiano questo momento, assolutamente fisiologico, come un calo dei sentimenti.

Sono delusi, l’altra persone non è più perfetta, non è più la migliore del mondo, ma una persona normale, come noi.
Il calo del desiderio sessuale qui è inevitabile. Ma è solo attraverso questa fase che l’innamoramento si trasforma in amore, alcune coppie però sentono questo momento come un periodo di crisi e valutano la possibilità di iniziare una terapia di coppia.

Che cos’è l’amore?

differenza-innamoramento-amore.mentesicura01L’amore è un sentimento fondamentale per costruire una sana e duratura relazione di coppia, si basa sull’impegno, la stima reciproca, l’intimità, il dare e avere, la cura verso l’altro, il rispetto per l’altro e per la sua individualità.

Il sesso da questo momento in poi non ha più la stessa frequenza e spontaneità della fase iniziale, e difficilmente si tornerà a quella fase. Ora il sesso completa la coppia, non la dirige e ogni coppia deve necessariamente trovare un equilibrio su questo aspetto.

Se pensi di aver bisogno scrivi a info@mentesicura.it.

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Bibliografia

  • W.R. Beavers (1986) Il matrimonio riuscito Astrolabio
  • J. Gottman (2013) Intelligenza emotiva per la coppia Edizioni Bur
  • M. Andolfi, A. Mascellani (2019) Intimità di coppia e trame familiari Raffaello Cortina Editore
  • V. Ugazio (2018) Storie promesse, storie proibite Raffaello Boringhieri
  • L. Carli, D. Cavanna, G. Cesare Zavattini  Psicologia delle relazioni di coppia Il Mulino

 

Raggiungere gli obiettivi

By 29th Marzo, 2020 Benessere No Comments

Come raggiungere gli obiettivi? E’ una delle domande più gettonate, in questo articolo proviamo a dare degli spunti di riflessione.

Si parla sempre di obiettivi per tutti gli ambiti, obiettivi di lavoro, obiettivi in una coppia, con i figli eppure si parla poco di come stilare un piano efficace per raggiungerli.

Tutti conosciamo delle persone che non riescono mai a terminare nulla, oppure sono famosi gli obiettivi dell’inizio dell’anno o del rientro dalle vacanze estive che già il mese dopo sono dimenticati o falliti.

Per creare una strategia per raggiungere gli obiettivi, il primo aspetto da trattare è sicuramente la chiarezza nel decidere cosa si vuole esattamente, è necessario a questo punto prendere carta e penna e scriverlo su un foglio.

Una strategia per raggiungere gli obiettivi

raggiungere-obiettivi.mentesicura02Sembra una banalità o uno spreco di tempo, ma mettere per iscritto gli obiettivi serve a definire dettagliatamente ciò che si vuole, a chiarire le intenzioni e focalizzare meglio il progetto.

E’ necessario quindi fissare una scadenza, questo aspetto è fondamentale, dato che senza questo particolare , e quindi senza un serio impegno, verrà naturale procrastinare.

A questo punto bisogna stilare una lista di tutto ciò che è necessario per raggiungere il nostro obiettivo, ogni cosa che vi viene in mente, in questo modo si avrà una traccia da seguire.

Di tutta la lista è necessario ordinare tutti i punti, dal più importante al meno importante.
Da questo momento in poi ogni giorno, è necessario fare almeno una cosa che avvicini a raggiungere l’obiettivo.

E’ importante non saltare nessun giorno, la disciplina vi renderà più produttivi e determinati, inoltre ogni giorno sentirete di avvicinarvi sempre di più all’obiettivo e questo vi farà provare piacere e sentirete più energia, più entusiasmo e di conseguenza rafforzerete la vostra autostima.

Ma allora cosa serve per raggiungere gli obiettivi?

raggiungere-obiettivi.mentesicura02L’unica abilità veramente efficace è concentrarsi su obiettivi chiari e misurabili e fare dei passi per raggiungerli.

Cosi si crea la motivazione e la determinazione per riuscire nei propri obiettivi.

Come suggerito dal modello SMART, ogni obiettivo per essere raggiunto dev’essere specifico, misurabile, accessibile, realistico e temporale.

Numerose ricerche hanno dimostrato che le persone che mettono per iscritto gli obiettivi hanno l’85% di possibilità in più di raggiungerli, inoltre scrivere ci obbliga a formulare meglio l’obiettivo.

E’ stato dimostrato che ciò che occupa maggiormente la nostra mente, intenzionalmente e non, tende a trasformarsi in comportamento e in realtà, è quindi consigliato formulare l’obiettivo in modo positivo, l’efficacia aumenta quando ad un obiettivo chiaro si abbina una visione chiara del futuro.

Le visualizzazione, aiutano a guardarlo nei dettagli e ad abituarsi a trasformarlo in realtà.

Ecco un elenco di domande che possono aiutarti a focalizzare l’obiettivo:

  • Cosa farò per raggiungere questo obiettivo?
  • Che cosa ho già raggiunto personalmente di simile a questo?
  • Qualcosa potrebbe impedirmi di raggiungerlo?
  • Cosa significa questo obiettivo per me?
  • Che cosa mi permetterà di fare questo cambiamento?
  • Che cosa posso fare subito?

Una raccomandazione per pianificare gli obiettivi

raggiungere-obiettivi.mentesicura04Una raccomandazione che suggerisco è questa: ricordati che la situazione che stai vivendo adesso è il risultato di obiettivi, decisioni e scelte che hai preso in passato, valuta bene come il raggiungimento di nuovi obiettivi può influenzare la tua futura vita, e nel caso pianifica come gestire eventuali cambiamenti. Ricorda, Oscar Wilde diceva “Fate attenzione a cosa desiderate, perchè potrebbe realizzarsi”
Buon lavoro

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Come combattere lo stress

Per capire come combattere lo stress, capiamo insieme cos’è lo stress e come gestirlo.

Partiamo da un piccolo esperimento: immaginiamo di tenere con il braccio aperto una bottiglia di acqua da due litri per 2 minuti. Faticoso? Si, forse. Sopportabile? Si. Ora immaginiamo di farlo per un’ora. Faticoso? Si. Sopportabile? Beh, dipende dalla nostra forza muscolare. Immaginiamo di farlo per 24 ore o una settimana. Faticoso? Assolutamente si e assolutamente insopportabile.

Proviamo insieme a capire perché..

Di fronte ad una situazione tipo “bottiglia d’acqua”, il nostro organismo sopporta la tensione fisica e mentale per un certo periodo di tempo, dopodiché le energie impiegate a tollerarlo, diventano eccessive, insopportabili e iniziano problemi su tutti i piani della persona: emotivo, cognitivo, fisiologico e muscolare.

Ognuno di noi di fronte a stimoli esterni, percepiti come stressanti attiva delle risorse che permettono di fronteggiare lo stress e ritornare ad una situazione di calma.
Se invece la gestione della situazione comporta un eccessivo stress rispetto alle risorse disponibili in quel momento, ci si mette in una condizione di sovraccarico, si sente di “subire” qualcosa, vivendo un momento di forte inadeguatezza e incapacità.

Cosa fare allora a combattere lo stress psicologico?

come-combattere-lo-stress.mentesicura05Ritornando al nostro esempio; al fine di non sovraccaricarci troppo, emotivamente, cognitivamente e fisiologicamente nel tenere la nostra “bottiglia”, possiamo attivare tutta una serie di comportamenti per alleggerirne il peso. Tali strategie possono essere molto diverse e la scelta dipende dalle nostre caratteristiche individuali e dalle risorse a cui possiamo attingere.

Partiamo da quelle che statisticamente vengono utilizzate di più dagli uomini: le strategie per combattere lo stress focalizzate sul problema.

Gli uomini, generalmente intraprendono azioni dirette alla soluzione del problema, sono pratici, cercano informazioni, mettono a punto un piano che facilita la soluzione, ricercano consigli utili alla risoluzione del problema, o procedono richiedendo assistenza da parte di enti o persone.

Le strategie, invece statisticamente più utilizzate dalle donne, sono quelle focalizzate sulle emozioni.

Le donne si sa, sono più concentrate sulle emozioni e anche in questa situazione le strategie adottate vanno in questa direzione.
Una delle più comuni, è quella orientata alla ricerca di qualcuno con cui confidarsi, al fine di ottenere rassicurazione, contenimento, comprensione e supporto morale. Lo sfogo emotivo con un familiare o un amico, può aiutare a sentire meno il sovraccarico emotivo e alleggerisce molto la situazione problematica da affrontare.

Se, per esempio, devo sostenere un esame molto importante, per cui sento l’ansia e lo stress, un bel pianto con un’amica o con il fidanzato, ci libera di quella sensazione riportandoci poi nuovamente in modo più calmo e tranquillo allo studio della materia oggetto di esame.

Oppure se ho avuto una discussione in famiglia o in coppia, il confronto con un’amica può aiutare a gestire e combattere lo stress di coppia e ad avere un punto di vista differente, donando nuove risorse.

Anche l’umorismo o la fede in una religione funzionano allo stesso modo. Alleggerire la giornata lavorativa con una battuta simpatica ed una risata o ironizzare sul proprio comportamento o su quello del nostro capo con un collega, o ancora dedicarsi un momento alla preghiera, per chi ha fede, facilita un processo di alleggerimento emotivo e aiuta a gestire lo stress.

Alcune strategie per combattere lo stress da lavoro

come-combattere-lo-stress.mentesicura02Una strategia suggerita per gestire i sintomi da stress da lavoro è la “pianificazione”.

Spesso molti pazienti arrivano in studio con problemi derivanti dalla mal gestione della quotidianità lavorativa. Sempre di più, oggi, ogni lavoratore è sottoposto ad un carico di lavoro che sente come eccessivo rispetto alle risorse disponibili.

Ma quindi cosa possiamo fare?

  • Possiamo per esempio, comperare un taccuino che porteremo sempre con noi, annotando tutte le cose che ci vengono richieste con i tempi e i modi per risolverle. In questo modo stabiliremo delle priorità e avremo la sensazione di aver maggior controllo della situazione, abbassando cosi i livelli di ansia. In questo modo riusciamo ci sentiremo più capaci e competenti, in grado di portare a termine dei lavori e cosi, avremo un nostro momento di piccola gratificazione.
  • Possiamo anche approcciarci, a tecniche che vadano a modificare lo stato fisiologo di stress e agire sul sistema respiratorio, muscolare e vegetativo. Riprendendo l’esempio all’inizio dell’articolo è evidente come la reazione di stress coinvolga fortemente, oltre il piano emotivo e cognitivo anche quello fisiologico e posturale.

Recenti ricerche mostrano infatti come in caso di uno stato di stress cronico il sistema nervoso autonomo e quello neuroendocrino e immunitario comunichino in modo disfunzionale causando un caotico attacco contro l’organismo.

La conseguenza di questo è un’aumento degli stati influenzali, mal di testa, amenorrea, ecc. Attualmente le tecniche volte a gestire lo stress psicofisico sono orientate ad un intervento sul sistema nervoso autonomo. Tra le tecniche più conosciute citiamo il training autogeno e la meditazione, che tende a ridurre i livelli di attivazione e quindi, attraverso strumenti e tecniche specifiche, si ottiene la capacità di arrivare ad uno stato di rilassamento profondo.

  • Esistono diverse metodiche extra-psicologiche volte ad ottenere tale obiettivo come lo yoga e le tecniche di massaggio. O ancora tutte quelle attività individuali che agiscono ad incrementare un maggiore benessere del nostro corpo.
  • Per cui ritagliarsi uno spazio per prendersi cura di se diventa necessario alla sopravvivenza psichica e fisica. A volte basta poco, se gli stimoli stressanti non sono continuativi ma sporadici, basta un bagno caldo, fare jogging o ascoltare il nostro cantante preferito ballando anche da soli.

Le tensioni muscolari e l’attività del nostro sistema nervoso ritrovano il sano e giusto equilibrio.

Come faccio se lo stress è troppo?

come-combattere-lo-stress.mentesicura04Ovviamente tutte le strategie di gestione dello stress citate sono funzionali se lo stress non è eccessivo, il malessere non è cronico, se le nostre risorse in quel momento della nostra vita sono a noi disponibili e se riusciamo a individuarle.

Discorso a parte è la condizione di stress cronico o di mancanza di risorse atte a gestirlo. In questo caso la soluzione migliore è andare da uno  psicologo esperto che intervenga, in modo da accompagnarci verso un processo di gestione degli stress, riportandoci ad una condizione di maggiore benessere.

Attenzione alle trappole dello stress

Ci sono poi dei comportamenti, che a volte le persone adottano nei periodi di stress, che possono, alla lunga, aumentare il malessere e i disagi.

Alcuni esempi sono:

  1. la negazione (agire come se la situazione critica non esistesse o rifiutarne l’esistenza stessa, non pensare al problema, sperare che si risolva da solo o minimizzarla),
  2. il distacco emotivo e mentale (dormire per non pensare, “immergersi” in altre attività che sostituiscono il “pensiero”, mangiare per non pensare)
  3. l’uso di sostanze stupefacenti o abuso di psicofarmaci e alcool (non si riesce a rilassarsi se non si beve un bicchiere di vino)

Nella nostra quotidianità, siamo costantemente sottoposti a stimoli stressanti a cui reagiamo con la classica e buona “sopportazione” che a lungo andare però provoca malessere. Ma abbiamo mai pensato a quanti di essi possono essere fronteggiati chiedendo informazioni che noi non possediamo? O adottando una delle strategie suggerite? O chiedendo aiuto?

Imparare a gestire lo stress familiare

come-combattere-lo-stress.mentesicura03Un esempio comune e sempre sottovalutato è lo stress a cui costantemente è sottoposto un genitore nel gestire l’alimentazione del figlio, il sonno o tutte quelle piccole difficoltà a cui la responsabilità dello sviluppo sano del nostro bambino ci chiama.

Abbiamo mai pensato a condividere la difficoltà con altri genitori? Con le maestre o con risorse familiari e sociali a nostra disposizione? Spesso un problema per noi insormontabile, per mancanza di informazioni, può essere facilmente gestibile, se chiediamo a chi lo ha già fronteggiato positivamente.

E’ proprio da tale idea che nasce dalla pagina Facebook del nostro sito, il servizio gratuito “ Mente Sicura Kids”, un forum che facilita il processo di condivisione e scambi di informazioni utili a fronteggiare tutti quegli stress che concernono il ruolo genitoriale.
Se sei interessato inviaci una mail a info@mentesicura.it

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